
Unholy Rollers
Prodotto dal leggendario Roger Corman e uscito nel novembre del 1972, Unholy Rollers è un puro distillato del cinema exploitation degli anni Settanta: basso budget, approccio provocatorio, violenza ed erotismo soft. Sebbene all’epoca non abbia sbancato il botteghino, nel corso dei decenni ha guadagnato lo status di Cult Movie, diventando un punto di riferimento per gli amanti del genere e per i fan del Roller Derby più “sporco” e cattivo.
Trama
Karen Walker (Claudia Jennings) è una giovane donna intrappolata in una vita insoddisfacente e in un lavoro in fabbrica senza prospettive. Cerca una via di fuga e la trova nel Roller Derby, attratta dalla promessa di libertà, fama e ribellione. Karen ha la grinta necessaria per sfondare, ma la sua ascesa non sarà indolore. Mentre conquista la notorietà, dovrà scontrarsi con la spietata rivalità delle compagne di squadra e scoprire il lato oscuro dello sport-spettacolo, in un vortice di competizione che non fa prigionieri.
Personaggi & Cast

L’aggressione
Se c’è una scena che riassume l’anima “grindhouse” e ribelle di Unholy Rollers, è questa. Aggredita brutalmente dalle sue stesse compagne di squadra fuori dal palazzetto, Karen Walker rifiuta il ruolo della vittima. Ferita e furiosa, sale in auto e reagisce a suo modo. Con una retromarcia violenta colpisce l’auto della rivale, in un atto che è il manifesto del personaggio interpretato da Claudia Jennings: caotica, vendicativa, e assolutamente incapace di porgere l’altra guancia.
Recensione
Unholy Rollers è l’altra faccia della medaglia rispetto a Kansas City Bomber. Se il film con Raquel Welch (uscito pochi mesi prima) era una produzione mainstream e raffinata della MGM, questo è un film “da combattimento”: irriverente, sensazionalistico e crudo.
Il punto di forza è l’energia di Claudia Jennings, perfetta nel ruolo della donna che sfida le convenzioni sociali a gomitate. Le sequenze di pattinaggio sono dinamiche, veloci e violente, ed enfatizzano lo scontro fisico. Non mancano i difetti tecnici a livello di montaggio e fotografia, ma è uno scotto da pagare nelle produzioni a budget limitato.
Mentre le scene tra pattinatrici hanno tutte (o quasi) toni drammatici, di tanto in tanto spuntano siparietti comici e slapstick, che potrebbero sembrare fuori luogo, ma che in realtà contribuiscono a creare a una pellicola dissacratoria, fuori dalle righe e dagli schemi.
Curiosità

Il periodo d’oro
Unholy Rollers uscì nel novembre del 1972, tre mesi dopo Kansas City Bomber. Due film sul roller derby nello stesso anno non devono stupire, perché l’inizio degli anni Settanta fu l’epoca di maggior notorietà del roller derby in America. Nel 1971, una gara al Madison Square Garden di New York registrò il record di pubblico pagante per un evento al coperto, con quasi ventimila presenze. E nel 1972, cinquantamila persone affluirono in uno stadio all’aperto a Chicago per la gara tra i Los Angeles Thunderbirds e i Midwest Pioneers.
La critica dell’epoca
Per giudicare un film del genere bisogna calarsi nel contesto del 1972. È interessante rileggere cosa scrisse all’epoca Variety, la “bibbia dello spettacolo”, che colse perfettamente lo spirito dell’opera pur non nascondendone i limiti di scrittura:
“Unholy Rollers è un altro sguardo al mondo rude e duro del roller derby femminile […]. Sebbene la sceneggiatura di Howard R. Cohen si concentri più sulla violenza in pista che sulla storia, la narrazione è sufficientemente incalzante da mantenere lo spettatore ampiamente ricompensato […]. La Jennings rende un servizio eccellente in un ruolo che la obbliga a prendersi un sacco di botte.” (Variety, 1972)
Il testo della recensione è disponibile in lingua originale sul sito della rivista.
